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EDUCARE AD APPARTENERE ALLA CHIESA Voi genitori sentite la responsabilità di provvedere alla felicità dei vostri figli: siete disposti a concedere molto, talora anche troppo, purché lui sia contento. Questo diventa motivo di ansia, di sensi di colpa, di esasperazione quando non riuscite a ottenere dai figli che assumano, condividano le vostre indicazioni, quando risultano impraticabili le proposte che sembrano tanto ovvie ai preti, agli insegnanti, agli esperti che scrivono sui giornali. A me sembra che sia più saggio considerare che i genitori non sono colpevoli di tutti gli errori e l'infelicità dei figli, di tutto lo squallore di certe giovi-nezze sciupate nell'inconcludenza o nella trasgressione. E' eccessivo che un papà e una mamma si sentano colpevoli di tutto: è più prudente e rasserenante condivide-re la responsabilità dentro una comunità. Quando avete portato il vostro bambino in Chiesa per chiedere il battesimo avete dichiarato la vostra fede nel Padre che sta nei cieli e la vostra decisione che il figlio crescesse nella comunità cristiana. Mi sembra che una conseguenza coerente della scelta di chiedere il battesimo per i propri figli sia un'opera educativa che si preoccupa di inserire in una comunità, di promuovere la partecipazione, di insinuare nei ragazzi e nei giovani un senso di appartenenza alla comunità cristiana in cui si educa alla fede, alla preghiera, alla domanda sul futuro. Una famiglia che si isola, che difende la propria tranquillità sottraendosi agli appuntamenti comunitari risulta alla fine più fragile e apre la porta a quel nomadismo dei giovani che vanno qua e là assaggiando molte esperienze, anche contraddittorie, senza nutrirsi di nessun cibo solido. Inserirsi in una comunità può richiedere qualche fatica e non risparmia qualche umiliazione: penso alle famiglie che hanno cambiato casa e si sentono perdute nei quartieri nuovi, penso a quelle che hanno sofferto qualche incomprensione, penso a quelle appassionate dell'andare altrove per vedere gente, per praticare sport, per respirare un po' d'aria buona. Ecco: viene il tempo in cui scegliere le priorità. Il futuro dei vostri figli ha bisogno di scelte che dichiarino che cosa è più importante. Ritenere irrinunciabile la partecipazione alla messa domenicale introduce a una mentalità di fede che ritiene che senza il Signore non si può fare niente di buono. Perciò la frequenza alla messa domenicale nella vostra parrocchia, la partecipazione alle feste della comunità, l'assunzione di qualche responsabilità, la cura perché i figli frequentino l'oratorio, la catechesi, gli impegni e le iniziative dei giovani della parrocchia sono un modo per favorire questo senso di appartenenza che dà stabilità e conduce a un progressivo farsi carico della comunità che può maturare anche in una vocazione al servizio. Card. Carlo Martini
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